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6 marzo 2012

Web Series & Web Star. Il successo passa dalla rete.

L'altra notte sono rimasto fino alle 5 del mattino a guardare le web series che propongono su YouTube. La cosa che mi è rimasta più impressa è l'altissima qualità delle riprese e la qualità della sceneggiatura. Certo, forse, la recitazione degli attori non sarà un granché, però la qualità del contenuto c'è e si vede. Perché voglio parlarvi di questo tema? Perché credo sia interessante analizzarlo sotto un profilo comunicativo.

Nell'ordine volevo parlarvi di 3 casi: "Lost in Google", "Freaks!" e infine volevo dire la mia su "Guglielmo Tell".

"Lost in Google" è una web serie prodotta da "the jackal" e parla di un tale che si perde all'interno del motore di ricerca di "Big G". Gli attori sono solamente 3 e ci sono alcune presenze d'eccezione come Caparezza. La serie conta al momento di 3 episodi. L'episodio 0 è stato creato da questi ragazzi e la cosa interessante è che gli episodi successivi sono stati realizzati grazie all'aiuto della community, in particolare grazie ai commenti che si possono inserire sotto il video di YouTube. La serie ha un'impronta comica ed è interessante vedere (dall'episodio 1 in poi) come hanno "ascoltato" i suggerimenti del pubblico per realizzare l'episodio successivo. Di rilievo è anche la fine delle puntate: grazie all'inserimento dei "migliori commenti" tengono incollati gli spettatori fino alla fine del video. Sto parlando di commenti come "secondo me la ragazza dovrebbe mangiare una banana nella seconda puntata" così, senza un motivo preciso. Un bell'esempio di engagement. Una bella strategia di marketing con l'ausilio dell' UGC e un bel modo di reperire idee per la prossima puntata. In definitiva posso dire che questo progetto mi è piaciuto molto anche sotto il profilo dell'idea, oltre che della realizzazione finale.

"Freaks!" invece è leggermente diverso. Una trama un pò più strutturata e con un cast più numeroso parla di alcuni ragazzi che si ritrovano in un determinato momento e in un determinato posto per poi svenire tutti insieme. Ho visto solo la prima puntata al momento e non posso dire ancora se mi è piaciuto o meno. Ma quello che sicuramente ho apprezzato è la qualità delle riprese e la narrazione in generale. La presenza di questa serie su Wikipedia mi ha fatto capire che si può cercare il successo anche fuori dal mainstream, senza fare mille cortometraggi per cercare di sfondare nel mondo del cinema. Ho capito che se si ha una buona sceneggiatura, qualcosa di interessante da raccontare e dei buoni strumenti si può essere famosi, con poco, grazie web. Qualcosa che già sapevo ovviamente, ma questo è il primo caso italiano di successo, parlando di web series. All'interno del cast è presente anche Guglielmo Scilla, meglio noto come "Willwoosh". Ed è di lui che parlerò nel seguente paragrafo. E' interessante notare che gli abitanti della rete si "aiutano" l'un l'altro nel cercare la notorietà. Gente comune che riesce ad avere il successo che merita anche senza comparire in TV. Questo è quello che ho apprezzato di "Freaks!".

"Willwoosh" a.k.a. Guglielmo Scilla è un ragazzo. Un ragazzo normalissimo di Roma che tempo fa ha deciso di fare dei video parlando di sé stesso e di quello che pensa su alcuni argomenti. Lo vidi tempo fa quando ha iniziato la sua "carriera" e adesso scopro che è diventato famoso proprio grazie ai suoi video (in cui spesso si traveste per impersonare altre persone). Nel frattempo ha scritto libri e lavora per Radio Deejay. Secondo Wikipedia è stato addirittura inviato da YouTube in America per visitare gli studi della Pixar, il suo sogno da quando era bambino. Che scopo hanno i suoi video? Nulla, se non quello di intrattenere e divertire. Non racconta nulla di utile, ma è un bel ragazzotto che piace alle ragazze e che diverte. Potremmo definirlo come l'amico di tutti, ma sul web. Mi ha colpito la sua spontaneità, anche a distanza di tempo e la sua capacità di sentirsi bene di fronte ad una telecamera (cosa non da tutti). Non si è montato la testa e non se la tira, nonostante i suoi 110 mila follower su Twitter, 233 mila iscritti al suo canale YouTube etc (fonte: Wikipedia). Continua per la sua strada e sembra stargli bene così. Molti potrebbero criticarlo per la sua egocentricità, ma alla fine credo sia dovuto al fatto che non siamo ancora abituati culturalmente a vedere gente comune famosa sul web tanto quanto le star della TV e che spesso si ha un pò di invidia per non riuscire ad essere al suo posto.

Perché questo post? Per dire semplicemente che spesso si parla di Web Star solo in teoria, ma è stato interessante vedere che c'è chi mette in pratica questo concetto. Molti sono stati i casi flop della rete, vi ricordate di "gemmadelsud"? A quanto pare il suo canale YouTube è stato rimosso per evidenti motivi ed è caduta nel dimenticatoio. Il suo era probabilmente un esperimento al pari di Guglielmo, ma con la stupidità non si arriva lontano. Meglio avere qualcosa da raccontare, una storia interessante e che sappia divertire e non annoiare e soprattutto non tirarsela come se si fosse un Dio sceso in terra. I tre casi che ho raccontato inoltre hanno dalla loro parte anche l'ottima qualità video, il ché non guasta.

Caso Bonus: "woork up".
Da un pò di tempo Antonio Lupetti, persona che seguo e ammiro da tempo (leggo "woork up" da quando scriveva in inglese), ha iniziato a fare dei video professionali che accompagnano il suo già famoso blog. Diciamo che si pone oltre la linea dei casi descritti precedentemente in quanto parte già da una notorietà di base e solo successivamente ha deciso di apparire in video. Parla dei temi a me cari (social media, internet e tecnologia) e i suoi video sono diffusi principalmente tra gli "addetti ai lavori", ma lo fa in un modo particolarmente ironico e divertente, il ché rende i suoi video molto interessanti sia da un punto di vista informativo, sia da un punto di vista dell' intrattenimento. Un altro bell'esempio di v-log di qualità ma sicuramente con una finalità diversa rispetto ai precedenti casi.

Da questi casi desumo che:

  • Se vuoi fare un v-log prima di tutto devi avere delle buone dotazioni tecniche.
  • Devi avere qualcosa da raccontare
  • Non devi essere timido ed essere consapevole di essere esposto ai commenti (anche negativi)
  • Devi essere "virale"
  • Da un punto di vista del contenuto: o diverti, o insegni (entrambe insieme è difficile, ma non impossibile).
Solo così potrai ottenere il successo che meriti. E azzardo anche un'ipotesi sul futuro. Magari un giorno potremo vedere delle sit-com di qualità che andranno in onda solo sul web, non come adesso che guardiamo tutti al mainstream delle series americane. Magari un pò più strutturati, magari all'interno di un canale su Boxee, purtroppo senza ancora canali italiani. Internet mette a disposizione una "autostrada dell successo" che nessuno o pochi percorrono e soprattutto molti vanno fuori strada. Molti cercano il successo finendo su giornali e TV mentre c'è chi è grande e autonomo anche solo e soltanto grazie al web. Questo credo sia il giusto senso per la realizzazione di contenuti on line su YouTube. Questo è quello che, ancora una volta, ho imparato dal web.

1 commento:

Enrico Giammarco ha detto...

Non è così remoto pensare che presto le Web Star si sovrapporranno (o sostituiranno) le TV Star...