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8 dicembre 2009

Web 2.0 primi passi e istruzioni per l'uso

Non voglio ammorbarvi su che cosa sia il web 2.0, sulle sue definizioni e sugli usi che se ne possono fare. Non sono l'unico a parlare prevalentemente di questo argomento e quindi esistono centinaia di blog, siti e anche wikipedia ci possono dare una mano.
Mi vorrei concentrare per un attimo nelle teste di coloro che si affacciano per la prima volta in questo nuovo mondo e vorrei dare alcuni consigli su come gestire la comunicazione on-line attraverso i propri social network.
Molto probabilmente la media degli utenti ha un account su Facebook. Credono sia divertente, utile e che si può rimanere in contatto con gli amici. Tutto questo è vero. Ma se io volessi andare oltre Facebook e produrre contenuti utili FUORI da esso? Ecco che li è il vero punto focale del mio discorso. Ripercorriamo un po' le tappe e credo che alla fine avremo un quadro completo della situazione.
Ok, ho un account Facebook. Ma voglio creare il Twitter, perché se ne parla spesso, perché sembra "figo" e perché mi potrebbe servire. Basta creare un account e si può subito iniziare a postare i propri tweets. Bene, fatto il primo tweet mi chiedo: "Adesso che succede? Che me ne faccio?" E' necessario dunque aggiungere i propri amici, ma è bene non esagerare perché altrimenti si rischia di avere un sovraccarico di informazioni inutili. Il mio consiglio è quello di fare un giro per la blogosfera e aggiungere solo quelli che riteniamo utili, anche basandomi sulla simpatia dell'autore. Molte aziende ormai sono presenti su twitter ormai e quindi potrebbe essere piacevole essere informati tramite questo canael. Per esempio a me è capitato di aggiungere dei contatti che retweettavano sempre le stesse cose. Secondo voi che fine hanno fatto?
Non solo. L'uso prevalente di Twitter è quello di comunicare a tutti cosa si sta facendo in quel momento, ma è bene notare che forse non è sempre il caso di comunicare "troppo", come per esempio numeri di telefono e se siamo in casa o meno.
Twitter, dunque, utile ma fino ad un certo punto. Se lo si riesce ad usare bene, forse darà qualche soddisfazione. Aggiungete i vostri giornalisti preferiti, i vostri amici, le vostre aziende preferite etc.
Poniamo il caso che "twitter non mi basta. Mi piace scrivere, ho voglia di fare ed è sempre stata mia buona abitudine avere un diario quando ero giovane. Adesso ho molti più interessi e mi piacerebbe raccontarli ed esprimerli. Avrei proprio bisogno di un blog."
Avere un blog a mio avviso è un ottimo punto di partenza per sperimentare come funziona il meccanismo intrinseco del social network, perchè mi pone davanti tutta una serie di cose: primo fra tutti il Feed RSS (ne abbiamo già parlato) e le altre tecnologie che stanno dietro. Non solo, iniziare ad avere un blog consente di uscire "dal guscio" e finalmente posso relazionarmi fuori dai social network sites (Es. Facebook) in quanto è potenzialmente letto da tutto il mondo. Non solo, mi consente anche di entrare in relazione con altri blogger simili e poter trovare spunti interessanti per il mio blog. Non solo, raccoglierebbe anche tutte le mie idee, come in una sorta di libro della mia vita che vado scrivendo ogni giorno. Ecco perchè reputo la scrittura del presente blog una formazione continua per me. Apprendo sempre qualcosa di nuovo e ho la possibilità di esprimerle e metterle in pratica. Anche qui un consiglio: meglio evitare di essere troppo informali (questo parametro dipende dai propositi del blog) ma è preferibile essere semplicemente noi stessi, solo con alcuni accorgimenti di tipo stilistico. Per approfondimenti consiglio il blog di Anna Maria Carbone (Scrivere Bene).
Devo qui però fare una precisazione: se siete delle persone espressive, che magari non hanno molto da dire ma che amano le foto, i video e curiosare nei link degli altri, allora vi consiglierei di partire dal Tumblr. Cos'è Tumblr? Spiego con un esempio: se il blog è un diario, il Tumblr blog potrebbe essere un bloc-notes dove non è indispensabile curare forma e contenuti e il flusso è più veloce e il re-post è immediato. Per farvi un idea, potete visionare il mio.
Un' altra cosa molto utile è ad esempio LinkedIn. Questo SN semi-sconosciuto è un' altra "delizia 2.0". Poniamo il caso che io sia appena uscito dall'università e che per mie esigenze devo avere un Curriculum Vitae da poter inviare alle aziende che potenzialmente mi potrebbero assumere. Forse vale la pena di andare su LinkedIn. Esso consente di creare un profilo professionale on line (una sorta di CV on line) e di iniziare a stabilire connessioni importanti dal punto di vista professionale. Uno degli errori tipici di questo social network è quello di mettere foto inappropriate come ad esempio quelle a petto nudo ("quella che ho su Facebook può andar bene anche su LinkedIn, perchè no..."). Niente di più sbagliato, stiamo cercando lavoro, non ci interessa trovare la compagna/o ideale. Per quello ci sono altri social network di serie B.
A quanti mi chiedono: "e funziona davvero?" io rispondo sempre "beh, non so... però penso sia meglio averlo che non averlo".
Esiste quindi un social per ogni cosa e le comunicazione che veicoleremo al loro interno saranno per forza di cose differenziate da ora in poi. Flickr, se ho la passione per le foto, YouTube per i video e così via, ma per adesso manteniamo un basso livello di complessità.
Ok, ho l'account a Facebook, Twitter e LinkedIn. Ho pure creato un blog. Come faccio adesso a gestirli tutti? Soprattutto, come faccio a farmi conoscere in giro?
Friendfeed serve a tutto questo. E' un aggregatore di contenuti in un unico profilo. Non solo. La somma delle nostre iscrizioni genera un altro flusso di informazioni "miste" in un unico socal network. Friendfeed pertanto deduco sia l'ultima frontiera dei social network, ed è un ottimo modo per racimolare qualche commento e qualche feedback sulla nostra comunicazione out-of-facebook e perchè no, anche fare nuove amicizie.
Quello che volevo fosse chiaro da tutto questo discorso è che esiste un tipo di comunicazione web per ogni cosa, che lo possono fare tutti e che è più semplice di quanto si pensi. L'importante è iniziare e rendersi conto da soli e non avere paura, ma con i giusti consigli si riesce a comunicare bene e in maniera "plurale" sia agli amici, sia a tutti gli altri.

1 commento:

Giovanni Pisanello ha detto...

nell'era del 2.0 cambiano i modi di comunicare: la fonte è sempre la stessa, l'Uomo e le modalità di comunicazione sono differenti nel corso della storia (radio, tv, internet..)..ben venga la comunicazione "plurale", ma (io aggiungo) fatta con consapevolezza, non perchè é moda, ma perchè abbiamo realmente un Messaggio da condividere con la pluralità, per le chiacchere rimane sempre il bar!