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3 giugno 2009

Comunicazione Musicale: il caso Robert Miles

Stamattina mentre stavo aspettando alla fermata metro ascoltavo musica dal mio iPod. Ad un tratto tra le varie canzoni sento che stava iniziando una canzone.
La canzone in questione è di Robert Miles e si chiama "One and One". Mi vengono i brividi e la pelle d'oca: questo brano è riuscito a farmi emozionare. Ma allora mi sono chiesto "perchè proprio questo brano?" Allora in un primo dialogo interiore ho pensato che il brano mi avesse fatto ripercorrere tutti gli anni 90 e le relative incantevoli emozioni di quegli anni, il tutto in un attimo.
Ripercorro nella mente e penso ai miei studi all'università e ho trovato interessante la connessione con la psicologia. Infatti la scienza studia lo stimolo-risposta e le emozioni. Non entrerò di certo nella disciplina ma vediamo di mettere in chiaro come riesce ad emozionarci e a comunicarci tutta questa serie di cose.

Ho trovato questa interessante citazione:

Nel suo ponderoso saggio su “La mente musicale. Psicologia cognitivista della musica”, lo studioso John A. Sloboda sostiene che “il motivo per cui la maggior parte di noi prende parte ad attività musicali, componendo, eseguendo, o semplicemente ascoltando, è dato dal fatto che la musica è capace di suscitare in noi stessi delle emozioni profonde e significative. Sono emozioni che possono andare da un ‘puro’ godimento estetico per un costrutto sonoro, alla gioia o alla disperazione, che la musica a volte evoca o sostiene, al semplice sollievo dalla monotonia, dalla noia, dalla depressione, che le esperienze musicali quotidiane possono fornire. […] Se i fattori emotivi sono fondamentali per l’esistenza della musica, diventa allora sul piano della ricerca psicologica fondamentale chiedersi come la musica riesce a influire sulle persone. […] Una persona può capire la musica che ode senza esserne commossa, ma se ne è commossa, deve allora essere passata attraverso quella fase cognitiva che implica la formazione di una rappresentazione interna astratta o simbolica della musica. La natura di tale rappresentazione interna, e le cose che consente alla persona di fare con la musica, sono l’argomento centrale della psicologia cognitivista della musica” (Sloboda 1988, pp. 23-26).

Approfondisco e capisco che si tratta dunque di qualcosa che esce fuori dalla monotonia quotidiana ed ecco spiegato un punto. Ci emozionano solo alcune cose che sono insolite, che escono fuori dal comune. Quindi i processi e gli stati emotivi sono caratterizzati proprio da una profonda integrazione tra eccitazione fisica ed elaborazione mentale e cognitiva degli stimoli. Anche se nel linguaggio comune si associano principalmente le emozioni al ‘cuore’, è la nostra mente che elabora gli stimoli sensoriali, li trasforma in sentimenti/emozione e ci induce a tradurla in comportamento che comprende diverse modalità espressive delle emozioni stesse (mimiche, vocali, gestuali, verbali), secondo i vari modelli culturali appresi. Non è un caso quindi che si sia indagato approfonditamente sulla nostra intelligenza emotiva. Ecco spiegato. Nulla di fantastico. Solo semplicemente natura.

Ho trovato delle slide che possano farci intendere l'oggetto in questione che vale la pena di leggere, anche se sono abbastanza "tecniche" ma ricordano comunque la teoria della comunicazione.

Robert Miles infine è un compositore che ha fatto la sua fortuna negli anni novanta con la famosissima canzone "Children" che molti di voi avranno ballato almeno una volta nella vita e che continuano a ballare di tanto in tanto per i suoi tantissimi remix. Al di là del fatto che questa musica possa piacere o meno (molti non ascoltano questa musica, ma ho dei gusti davvero vari...) l'autore rimane comunque di spicco. Lascio parlare wikipedia:

Con Children Robert Miles inventa un nuovo genere di musica dance e viene ritenuto il precursore del sottogenere Dream, ovvero musica trance melodica suonata al pianoforte, che caratterizzerà gli anni 1996 e 1997[senza fonte].

Direi che forse le emozioni, non derivano solo dai significati, ma credo anche dall' autorità dell'artista, per chi lo conosce e lo ha sempre apprezzato ovviamente.

1 commento:

Federica Nalesso ha detto...

se sei interessato all' argomento di musica e psiche ti consiglio di leggerti qualcosa di antropologia musicale tipo "com'e' musicale l'uomo" di John Blacking o gli studi di Curt Sachs. Molto interessanti, ti spiega come la musica sia legata all'esistenza dell'uomo da ancora prima del linguaggio e come sia 1 mezzo di trasmissione di saperi e modo comportamentali....( il resto te lo leggi)

Tratto dal Gruppo FB "Comunicazione Plurale"