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9 dicembre 2008

Bisbigli e Dialetti = Comunicazione Efficace

Questo pomeriggio mi trovavo ad un rifornimento per il cambio dell'olio della mia automobile.
I dipendenti tutti giovanissimi, dai 55 anni in su. La cosa che mi ha colpito è che i dipendenti erano ognuno di una regione diversa. Quello che mi ha cambiato l'olio era abruzzese credo, l'altro un ciociaro che parlava napoletano (o quasi), il rumeno che parlava romanesco-rumeno, il fiorentino che recitava sempre un noto jingle di un famoso panettone e l'altro che era finalmente "romano de Roma". In particolare mi sono concentrato sul fatto che tra di loro bisbigliavano qualcosa di irripetibile e nonostante tutto si capissero. Ognuno parlava il suo dialetto e quando potevano ci mettevano in mezzo una bella "colorazione" romana. Tutti molto esperti, un cambio dell'olio durato ben mezz'ora... altro che pit-stop... questo era uno Stop bello e buono.
Mi chiedo dunque quanto sia varia la contaminazione linguistica a Roma e di quanto questi influenzi così tanto la gente. Mi chiedo inoltre se le varietà dell'italiano contemporaneo siano la somma delle varie parlate regionali che si mescolano tra di loro oppure se davvero (come dicono i linguisti) lo standard sia in ognuno di noi (in pratica il viceversa).
Bisbigliavano qualcosa di incomprensibile e a bassa voce, tanto non li avrei compresi lo stesso anche se urlavano. Ma tra di loro si capivano, e come!
Infine ho notato che quando parlavano si chiamavano per nomignoli.. tipo "tartarù" etc... che simpatici vecchietti.. E' proprio bello vedere Roma che lavora... e da buon Siciliano sono sempre un pò scettico del lavoro artigianale che fanno qui... sembra che nel lavoro non siano molto seri. Parlano invece di lavorare. Questo scambio comunicativo ti rallegra in un certo senso, ma allo stesso tempo essendo per natura disincantato so bene che ti rendono partecipe solo perchè stai lì impalato senza fare nulla. Però sono bravi a comunicare tra di loro, bisbigliando e avvolti nel loro dialetto. Sarebbe uno studio interessante indagare la matrice comune dei dialetti del centro-italia e indagare anche i rapporti con la "madre-lingua" e chiedersi infine perchè si capiscono lo stesso... e soprattutto, perchè io non ci ho capito un tubo??
Enrico Pellegrino

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