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23 febbraio 2013

Una Sicilia nuova: A Caccia di Pionieri (Palermo edition)

Da molto tempo mi trovavo lontano dalla Sicilia, la terra in cui sono nato e cresciuto, ma che per opportunità di studio avevo lasciato in favore del centro Italia. Molti di voi avranno seguito i miei spostamenti a Roma e poi a Madrid ma molti ancora forse non sanno che dalla scorsa estate sono ritornato a vivere in Sicilia perché ho trovato un buon lavoro e devo dire che nonostante tutto sembra che qualcosa, dal punto di vista della comunicazione, si stia svegliando anche qui. Questo post non racconterà però le mie vicende, ma racconterà di una Sicilia nuova, che ho riscoperto grazie ad un evento in particolare.

Lo scorso weekend, precisamente il 16 Febbraio, si è tenuto a Palermo l'evento "A caccia di Pionieri" ospitato all'interno dell' Atelier Montevergini e promossa dal Progetto RENA, impegnato a innovare il paese in base a quattro pilastri: Apertura, Responsabilità, Trasparenza ed Equilibrio. Il loro motto è "un paese a regola d'ARTE" dove i quattro pilastri ne fanno da acronimo.

Il progetto RENA, con il suo evento "A caccia di Pionieri" si impegna a mettere in luce le idee dei giovani che si pongono come requisito quello di innovare attraverso il miglioramento della qualità della democrazia, accrescere lo sviluppo delle comunità locali e stimolare la formazione e il talento.

La location mi è piaciuta molto anche perché ricorda molto l'Opificio Telecom Italia, sede di numerose iniziative simili a cui ho partecipato quando mi trovavo nella Capitale.

"A Caccia di Pionieri" è stato un evento in cui si è parlato delle giovani realtà che già contribuiscono o che vorrebbero contribuire allo sviluppo del Paese (in particolare della Sicilia) attraverso delle idee innovative. Il fattore comune e il senso di questo evento è sempre lo stesso: collaborazione, conoscenza reciproca e networking. Un vero e proprio centro di aggregazione di persone e idee che tentano di mettere insieme risorse e competenza per raccontare le storie dell'innovazione siciliana. Un posto per conoscere lo stato dell'arte delle startup siciliane che non credevo assolutamente essere così numerose.

I contenuti di quest'evento sono stati interessanti: molti hanno proposto delle soluzioni di co-working, segno che si inizia a condividere risorse e spazi per una collaborazione e cooperazione comune, dove all'interno potranno nascere altre idee e nuove startup. Diciamo che è stato piantato il seme per una crescita futura, il ché è di certo molto positivo e che mi lascia sperare un futuro migliore per questa meravigliosa isola. Altri si sono concentrati sull'alimentazione (Codifas) e in particolare verso la migrazione verso il biologico, altri ancora nel mettere a disposizione delle imbarcazioni in cui è possibile far viaggiare i disabili per delle escursioni turistiche (Cooperativa Gorgonia).
Interessanti anche le iniziative di AddioPizzo, impegnata a proteggere le aziende e le attività che non pagano il pizzo e Cut & Paste una frizzante design and web agency di Palermo.
Infine è stato un piacere avere modo di conoscere meglio le due realtà palermitane che avevo avuto modo di notare sui social network che si occupano di comunicazione e informazione in Sicilia. Parlo di SicilWorld, una creative farm composta da giovani creativi molto validi e di Rosalio.it, un blog presentato da Tony Siino, che già da un pò di tempo fornisce informazioni su Palermo e dintorni rappresentando un vero e proprio aggregatore di contenuti in forma blog.

Il notevole numero di iniziative e la viva partecipazione dei ragazzi mi ha lasciato una buona impressione sull'evento. E' stato un piacere conoscere e scambiare quattro chiacchiere con alcuni di loro e spero di poter partecipare ad altre iniziative come questa per raccontare, da siciliano ritornato in Sicilia, il cambiamento di questa terra che migliora di giorno in giorno grazie ai ragazzi che ci vivono e la animano di belle idee.

Se volete saperne di più vi lascio il link dello storytelling e vi invito a cercare su Twitter l'hashtag ufficiale #pionieri.

Fonte Img: http://www.panormita.it/

6 marzo 2012

Web Series & Web Star. Il successo passa dalla rete.

L'altra notte sono rimasto fino alle 5 del mattino a guardare le web series che propongono su YouTube. La cosa che mi è rimasta più impressa è l'altissima qualità delle riprese e la qualità della sceneggiatura. Certo, forse, la recitazione degli attori non sarà un granché, però la qualità del contenuto c'è e si vede. Perché voglio parlarvi di questo tema? Perché credo sia interessante analizzarlo sotto un profilo comunicativo.

Nell'ordine volevo parlarvi di 3 casi: "Lost in Google", "Freaks!" e infine volevo dire la mia su "Guglielmo Tell".

"Lost in Google" è una web serie prodotta da "the jackal" e parla di un tale che si perde all'interno del motore di ricerca di "Big G". Gli attori sono solamente 3 e ci sono alcune presenze d'eccezione come Caparezza. La serie conta al momento di 3 episodi. L'episodio 0 è stato creato da questi ragazzi e la cosa interessante è che gli episodi successivi sono stati realizzati grazie all'aiuto della community, in particolare grazie ai commenti che si possono inserire sotto il video di YouTube. La serie ha un'impronta comica ed è interessante vedere (dall'episodio 1 in poi) come hanno "ascoltato" i suggerimenti del pubblico per realizzare l'episodio successivo. Di rilievo è anche la fine delle puntate: grazie all'inserimento dei "migliori commenti" tengono incollati gli spettatori fino alla fine del video. Sto parlando di commenti come "secondo me la ragazza dovrebbe mangiare una banana nella seconda puntata" così, senza un motivo preciso. Un bell'esempio di engagement. Una bella strategia di marketing con l'ausilio dell' UGC e un bel modo di reperire idee per la prossima puntata. In definitiva posso dire che questo progetto mi è piaciuto molto anche sotto il profilo dell'idea, oltre che della realizzazione finale.

"Freaks!" invece è leggermente diverso. Una trama un pò più strutturata e con un cast più numeroso parla di alcuni ragazzi che si ritrovano in un determinato momento e in un determinato posto per poi svenire tutti insieme. Ho visto solo la prima puntata al momento e non posso dire ancora se mi è piaciuto o meno. Ma quello che sicuramente ho apprezzato è la qualità delle riprese e la narrazione in generale. La presenza di questa serie su Wikipedia mi ha fatto capire che si può cercare il successo anche fuori dal mainstream, senza fare mille cortometraggi per cercare di sfondare nel mondo del cinema. Ho capito che se si ha una buona sceneggiatura, qualcosa di interessante da raccontare e dei buoni strumenti si può essere famosi, con poco, grazie web. Qualcosa che già sapevo ovviamente, ma questo è il primo caso italiano di successo, parlando di web series. All'interno del cast è presente anche Guglielmo Scilla, meglio noto come "Willwoosh". Ed è di lui che parlerò nel seguente paragrafo. E' interessante notare che gli abitanti della rete si "aiutano" l'un l'altro nel cercare la notorietà. Gente comune che riesce ad avere il successo che merita anche senza comparire in TV. Questo è quello che ho apprezzato di "Freaks!".

"Willwoosh" a.k.a. Guglielmo Scilla è un ragazzo. Un ragazzo normalissimo di Roma che tempo fa ha deciso di fare dei video parlando di sé stesso e di quello che pensa su alcuni argomenti. Lo vidi tempo fa quando ha iniziato la sua "carriera" e adesso scopro che è diventato famoso proprio grazie ai suoi video (in cui spesso si traveste per impersonare altre persone). Nel frattempo ha scritto libri e lavora per Radio Deejay. Secondo Wikipedia è stato addirittura inviato da YouTube in America per visitare gli studi della Pixar, il suo sogno da quando era bambino. Che scopo hanno i suoi video? Nulla, se non quello di intrattenere e divertire. Non racconta nulla di utile, ma è un bel ragazzotto che piace alle ragazze e che diverte. Potremmo definirlo come l'amico di tutti, ma sul web. Mi ha colpito la sua spontaneità, anche a distanza di tempo e la sua capacità di sentirsi bene di fronte ad una telecamera (cosa non da tutti). Non si è montato la testa e non se la tira, nonostante i suoi 110 mila follower su Twitter, 233 mila iscritti al suo canale YouTube etc (fonte: Wikipedia). Continua per la sua strada e sembra stargli bene così. Molti potrebbero criticarlo per la sua egocentricità, ma alla fine credo sia dovuto al fatto che non siamo ancora abituati culturalmente a vedere gente comune famosa sul web tanto quanto le star della TV e che spesso si ha un pò di invidia per non riuscire ad essere al suo posto.

Perché questo post? Per dire semplicemente che spesso si parla di Web Star solo in teoria, ma è stato interessante vedere che c'è chi mette in pratica questo concetto. Molti sono stati i casi flop della rete, vi ricordate di "gemmadelsud"? A quanto pare il suo canale YouTube è stato rimosso per evidenti motivi ed è caduta nel dimenticatoio. Il suo era probabilmente un esperimento al pari di Guglielmo, ma con la stupidità non si arriva lontano. Meglio avere qualcosa da raccontare, una storia interessante e che sappia divertire e non annoiare e soprattutto non tirarsela come se si fosse un Dio sceso in terra. I tre casi che ho raccontato inoltre hanno dalla loro parte anche l'ottima qualità video, il ché non guasta.

Caso Bonus: "woork up".
Da un pò di tempo Antonio Lupetti, persona che seguo e ammiro da tempo (leggo "woork up" da quando scriveva in inglese), ha iniziato a fare dei video professionali che accompagnano il suo già famoso blog. Diciamo che si pone oltre la linea dei casi descritti precedentemente in quanto parte già da una notorietà di base e solo successivamente ha deciso di apparire in video. Parla dei temi a me cari (social media, internet e tecnologia) e i suoi video sono diffusi principalmente tra gli "addetti ai lavori", ma lo fa in un modo particolarmente ironico e divertente, il ché rende i suoi video molto interessanti sia da un punto di vista informativo, sia da un punto di vista dell' intrattenimento. Un altro bell'esempio di v-log di qualità ma sicuramente con una finalità diversa rispetto ai precedenti casi.

Da questi casi desumo che:

  • Se vuoi fare un v-log prima di tutto devi avere delle buone dotazioni tecniche.
  • Devi avere qualcosa da raccontare
  • Non devi essere timido ed essere consapevole di essere esposto ai commenti (anche negativi)
  • Devi essere "virale"
  • Da un punto di vista del contenuto: o diverti, o insegni (entrambe insieme è difficile, ma non impossibile).
Solo così potrai ottenere il successo che meriti. E azzardo anche un'ipotesi sul futuro. Magari un giorno potremo vedere delle sit-com di qualità che andranno in onda solo sul web, non come adesso che guardiamo tutti al mainstream delle series americane. Magari un pò più strutturati, magari all'interno di un canale su Boxee, purtroppo senza ancora canali italiani. Internet mette a disposizione una "autostrada dell successo" che nessuno o pochi percorrono e soprattutto molti vanno fuori strada. Molti cercano il successo finendo su giornali e TV mentre c'è chi è grande e autonomo anche solo e soltanto grazie al web. Questo credo sia il giusto senso per la realizzazione di contenuti on line su YouTube. Questo è quello che, ancora una volta, ho imparato dal web.

6 ottobre 2011

Rest In Peace, Steve.

Ieri sera la triste notizia. Mi stavo per addormentare ed ecco che in TV passa una Breaking News sulla morte di Steve Jobs, founder ed Ex-CEO di Apple. Quasi non volevo crederci.
Ho deciso oggi di ricordarlo con un mio post:

Nel 2009 ho comprato un Macbook e da lì in poi la mia produttività è aumentata diciamo dell'80% ed è impossibile non innamorarsi di questi prodotti. Attraverso questa esperienza e successivamente su iPad ho imparato a capire cosa c'è dietro la tecnologia. Non solo hardware, ma anche filosofia, cultura, estetica. La continua ricerca della perfezione di Steve era davvero il vantaggio competitivo di Apple. Certo, la sua personalità, così come viene raccontata nei libri, era diciamo molto forte, ma come ho avuto modo di ragionare oggi, non si raggiunge la perfezione con i mezzi termini. Non si fanno le rivoluzioni senza essere "folli". Se pensiamo all'universo, l'uomo è qualcosa di infinitamente piccolo. Ma ciò che rende grande l'uomo è il genio, e lo differenzia rispetto a tanti altri uomini.


Steve è stato per me un maestro, ma contrariamente a quanto si possa pensare, non perché amo la tecnologia e la Apple, ma come modello di uomo di impresa che mi piacerebbe diventare un giorno.
La sua coerenza, il suo stile, l'entusiasmo, è tutto ciò che spero di creare e offrire un giorno ai miei amici, clienti e collaboratori, per cercare di rendere migliore il mondo in cui viviamo. Steve lo ha già fatto e credo che sia nostro compito seguire i suoi grandi insegnamenti.

La semplicità. E' un valore molto difficile da perseguire oggi; viviamo in una società ultra complessa, piena di eccessi e di difficoltà, ma per Steve è stato sempre un valore fondamentale. Lo si nota dai particolari, dal design dei prodotti, dal suo modo di vestire e perfino dall'annuncio sul sito di Apple. Ci ha insegnato ad essere sé stessi. Grande insegmanento, al di là di ogni tecnologia. 
Adesso possiamo dire di te che sei stato "il migliore prodotto Apple di Sempre".
Grazie di tutto Steve.